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Immagina – Prova – Crea

Sono depressa (o giù di lì)

Depressione, senso della vita, in tempo di pandemia

Certo un titolo allegro…

Io che scrivo sempre in positivo, o al limite incazzandomi ma insomma sempre “viva”, mi trovo a pensare alla depressione come possibile argomento del mio blog.

Quello di cui vorrei parlare qui, adesso, è di come l’epidemia da covid19 abbia portato con sé anche la diffusione di sintomi depressivi, da lievi che siano a pesanti.

Hai i sintomi da stress oppure da depressione?

Vorrei anche capire quali strumenti a portata di mano (e legali) abbiamo per uscire da sintomi depressivi lievi o magari non caderci affatto. Chiaro che chi ha avuto diagnosticata una depressione avrà il supporto medico e farmacologico che qui non tratteremo.

Iniziamo da alcuni dati:

• Studi condotti dimostrano che vi è una predisposizione alla depressione 7 volte superiore oggi rispetto al 2017. Questo suggerisce un impatto importante dell’epidemia di COVID-19 sulla salute mentale delle persone. Link 1

• La natura imprevedibile della malattia (covid19 N.d.A.), la perdita del controllo e delle libertà personali, i messaggi contrastanti delle autorità, i cambiamenti improvvisi nei piani per l’immediato futuro o la preoccupazione per la propria salute e il proprio benessere e quello dei propri parenti sono esempi di fonti di stress associato a questi focolai e pandemie. Link2.

• Comparando l’impatto psicologico di precedenti confinamenti dovuti ad esempio a pandemie come Ebola, pandemia influenzale H1N1, sindrome respiratoria mediorientale si è rilevato effetti psicologici negativi inclusi sintomi di stress post-traumatico, rabbia e confusione Link 3

• Ci si può aspettare che questi principali fattori di stress portino a un aumento del rischio di psicopatologia come ansia o depressione Link 4

• In Italia i risultati delle ricerche condotte nel 2 maggio 2020 hanno mostrato una percentuale maggiore di persone con livelli di angoscia alti e molto alti rispetto alle statistiche epidemiologiche europee Livelli di istruzione inferiori, genere femminile, disoccupazione rispetto al lavoro, mancanza di figli, conoscenti infetti da COVID-19 e precedenti di situazioni stressanti e problemi medici sono stati associati a livelli di depressione più elevati. Link 5

• A dicembre abbiamo avuto un calo di occupazione a fronte di 101.000 occupati in meno, 99.000 sono donne link 6

Come stai?

Ora se sei anche solo vagamente in sentore di ipocondria ti sentirai addosso ansia, stress e forse anche depressione ma non era questo il mio intento. Piuttosto proviamo a trarre qualche conclusione da questi dati e poi cerchiamo di capire come frenare questi stati della mente (e del corpo).

Il senso della vita

Come recuperare il senso della vita quando questa pandemia sarà finita?

Possiamo utilizzare questo tempo recuperare un senso più profondo?

Smettere di essere consumatori compulsivi e utilizzare le risorse che abbiamo già.

Come possiamo lamentarci dei cambiamenti climatici quando la Cina, che produce quasi un quarto dei gas serra al mondo, fornisce il 90% dei prodotti che acquistiamo? Si è vero che ha preso impegno di arrivare ad emissioni zero nel 2060 ma la Terra resisterà altri quarant’anni?

Noi resisteremo? Quante pandemie potremo ancora affrontare? E poi diciamola tutta, voi vi fidate di un paese a controllo totalitario?

Ok sto deviando verso l’incazzatura, non era mio intento ma almeno è segno che la depressione non mi ha ancora vinta.

Perchè in questi giorni mi sento addosso un forte stress

Dover stare tutto il giorno co la mascherina, tenere le mie lezioni con un singolo studente per volta al posto dei gruppi di studio con tanto divertimento e scambio di idee sui progetti, il fiato che manca per via di questi 5 strati filtranti, non riuscire a raggiungere gli obbiettivi di crescita prefissati, le spese che crescono (solo a me sembra che i prezzi siano aumentati?) … tutto mette ansia, manca il respiro.

Allora scrivo perché scrivendo posso analizzare i miei sentimenti e analizzare i dati. E questo mi solleva un minimo. Per prima cosa vedo che non sono da sola, il che sembra consolare poco ma poco è meglio di niente. Poi vedo che raccontare il disagio aumenta l possibilità di ricevere consigli. Infine ho trovato una soluzione che viene utilizzata da sempre per chi inizia ad avere un po’ di blues dell’anima: costruire.

Avere un progetto a detta degli esperti aiuta a risollevare gli animi

La dottoressa Sibilla Ulivi  in un’intervista dice: “I momenti bui nella storia dell’umanità sono sempre stati accompagnati da un’energia particolare, forte e decisa, legata proprio alla percezione acuta della precarietà. Quando nulla viene più dato per scontato, si fa strada qualcosa di nuovo, una vera e propria resistenza al male, un ingegnarsi creativo che punta ad affermare la vita”. Ecco ben descritto il mio stato d’animo.

Alcune cose da fare
(ed un progetto aperto)

Women on Work

La creatività mi salverà. Ci salverà.

Serve un nuovo progetto che porti avanti i valori in cui credo, la causa a cui mi dedico da anni. Ma come per molte cose della vita, anche progettare insieme a altre persone di talento è meglio che farlo da soli.

Da qui la mia domanda, per te che hai letto fino a questo punto: pensi che partecipare col tuo talento ad un progetto creativo possa essere utile per sollevare lo spirito in questi tempi difficili?

Hai voglia di creare qualcosa che possa andare oltre il momento contingente, ovvero che non sia mordi e fuggi?

Se hai risposto sì a queste due domande ed hai una competenza da condividere con le altre contattami.

Oppure mi trovi sul gruppo Facebook Women on Work dedicato all’empowerment delle donne. Lì potremo incontrarci e creare il giusto mix di competenze. Potremo scambiare esperienze e competenze e moltiplicare così le risorse.

Se non hai talenti o esperienze da condividere non preoccuparti potrai partecipare come spettatrice attiva e aumentare le tue conoscenze dalle condivisioni delle altre. Inviami un messaggio e ti informerò appena saremo pronte.

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