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Le acque profonde della mente, come sondarle?

Le acque profonde della mente

Le acque profonde della mente sono la parte sommersa della nostra anima.

Alle volte più che di acque si dovrebbe parlare di melma, acquitrino. Ma tant’è.

Cosa nuota in queste acque, da cosa sono alimentate e come arrivano a condizionare la superficie della nostra mente, del nostro pensiero? Sono così profonde da non poterle sondare?

Mi sono posta queste domande mentre mi stavo dedicando ad un disegno digitale senza un motivo ben preciso (ero in vacanza ma non riuscivo a stare lontana dal pc). Man mano che il disegno proseguiva e la scelta dei colori affiorava ho iniziato a intravedere un titolo per il mio lavoro. Questi blocchi blu azzurri che affiorano diventando sempre più piccoli, quasi concentrici, mi sono sembrati pezzi di me che venivano a galla. Proprio come da acque profonde della mente emergono pensieri e azioni. Per forza di cose ciò che restava in fondo doveva essere più scuro, pesante, quasi fermo. Non del tutto però perchè a furia di porsi domande qualcosa si smuove.

Sarà il caldo quindi, o forse è che ho la mente libera da incombenze di lavoro, consegne o altri pensieri distraenti, fato sta che le solite domande sull’esistenza mi arrivano sempre in estate. Cosa ci muove? E verso dove?

Il viaggio

casale sant'andrea

Capita a proposito la giornata passata in un luogo lontano dalla città in un antico e meraviglioso casale nei pressi di Petralia Sottana, Villa Sant’Andrea, immersa nelle suggestioni buddiste proposte dall’associazione Sangha Onlus e dall‘Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia. Lì ho potuto iniziare a sondare le acque profonde della mia mente. La disponibilità dei monaci e la loro pazienza nel rispondere alle nostre, a volte sciocche, domande è stata davvero unica.

Non essendo una praticante buddista ma tentando di tanto in tanto di approfondire i concetti del buddismo e la vita del Buddha sono stata felice di poter cogliere questa opportunità.

Il disegno che ho creato qualche giorno prima del viaggio, col senno di poi, sembra quasi una premonizione, un’anticipazione.

La meditazione con Siliana

meditazione

La monaca buddista che ci ha condotto alla meditazione, Siliana, in un luogo fantastico di cui dirò più avanti, ha uno spirito e una presenza facile da seguire, amichevole ma non sdolcinata, paziente ma ferma, chiara ma non pedante nelle spiegazioni. L’unico momento in cui ho colto la sensazione, ero ad occhi chiusi mentre lei ci guidava con la sua voce morbida, in cui si è sentita leggermente disturbata è stato quando una signora nel silenzio collettivo ha esordito dicendo “non sento nulla”. Ah ah beh non ti viene in mente di avvicinarti? Di alzare il culo e metterti in modo da sentire? Davvero non trovi di meglio che parlare a voce alta e squillante per porre un tuo problema? In quel momento ho sentito che la nostra maestra stava mentalmente cercando di mantenere la calma e di pensare come accettare quella realtà disturbante. Per poco non mi sono messa a ribattere all maleducata di turno. Per poco non stavo per fare la sua stessa fine 🙂

400 anni e non sentirli

fronde

Tutto questo avviene sotto un albero meraviglioso, una quercia di appena 400 anni. Già solo stare sotto le sue fronde ed ammirarne l’estensione è una sorta di meditazione. Metteteci in aggiunta il fascino che in questo momento sta suscitando in me la lettura di un libro, Il sussurro del mondo, che racconta proprio di alberi e foreste ed il gioco è fatto.

Reincarnazione e morte

Aneddoti a parte è stato interessante parlare di reincarnazione, morte, accettazione, compassione. Non tutto mi è chiaro se non che la via buddista non è per nulla facile e che non basta certo avere un’altarino a casa o recitare le sutra quando comandato e nemmeno leggere libri su libri per imparare le basi. E’ invece una applicazione quotidiana verso la comprensione dell’altro, l’accettazione del mondo come è, il non attaccamento alle cose e alle persone e, non da ultimo, immaginare che ciò che compi oggi getta le basi per il tuo domani anche in senso karmico. La forma in cui ti incarnerai è determinata da come agisci ora.

Non è facile

Davvero faticoso pensare anche che non ti basta una vita e nemmeno due, e non ti basta una forma (umana) e nemmeno due, per arrivare ad una sorta di pace dello spirito. Ancora una volta torna il concetto che non basta pensare a non fare del male, anche se è già molto, ma bisogna anche immaginare come cambiare se stessi e smettere di trovare rifugio in cose inutili e\o dannose.

In un video del Lama Michel Rinpoche ad un certo punto si sente il maestro dire: in cosa trovate rifugio (sigarette, cibo, droghe, alcol, shopping, sesso, ecc) ma sopratutto perchè? Da cosa vi rifugiate? Questa la aggiungo alla serie di domande esistenziali.

Le acque profonde della mente

Cosa vi spinge alle azioni di tutti i giorni? Avete mai sondato le acque profonde della vostra mente?

Le stesse azioni sarebbero diverse nel caso pensaste alla immanenza della vita? Un grande autore di marketing in un suo libro scrisse “cominciate dalla fine” ovvero immaginate il vostro funerale e pensate cosa vorreste che gli altri dicano di voi. Poi fate in modo che ogni giorno vi avvicini di più all’obbiettivo. Se volete un modo per placare la mente ed acquisire la dote della pazienza infinita imparate e creare un mandala.

La nostra spiritualità deve comunque essere al centro dei nostri pensieri. Questo ci rende esseri umani differenti dalle altre specie viventi. Potrebbe interessarti anche questo blog dove parlo dello scrittore, filosofo e, superstite dell’olocausto Elie Wiesel.

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