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Immagina – Prova – Crea

Non stare zitta!

Ti hanno mai detto “sta zitta, donna”?

Pensi che essere una donna, nascere femmina, sia una disgrazia? Vivi una situazione in cui vieni discriminata o peggio? (il peggio è la violenza ma come leggerai più avanti tutto parte dalla discriminazione). Sei un uomo e ritieni che questo argomento non ti riguardi? Ooh sì che ti riguarda anche se sei un mite padre di famiglia.

Donna non devi stare zitta

Forse è più facile cambiare sesso ed entrare nella schiera degli uomini piuttosto che vivere tutta una vita in una condizione così disagevole. Pensate che non sia così? Ebbene aprite gli occhi! Una donna su tre ha subito violenze fisiche o sessuali (fonte Istat relativa al 2014).

La definizione di Femminicidio

Un gruppo di esperti composto da l’UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime e (ICCS – International Classification of Crime for Statistical Purposes) ha dato questa definizione: l’omicidio di una donna compiuto nell’ambito familiare, ovvero dal partner, da un ex partner, o da un parente. Nel mio immaginario invece nella parola femminicidio sono incluse qualsiasi azioni violente perpetrate nei confronti di una donna in quanto donna.

Facciamo un esempio con gli atti di razzismo. Se io uccido un nero perché gli sto derubando casa non si tratta di omicidio a scopo razziale ma di omicidio per rapina. Ovvero poco o nulla sarebbe cambiato se la vittima fosse stata di altra etnia. Stessa cosa dovrebbe avvenire per i delitti nei confronti delle donne. Bisognerebbe riconoscere l’aggravante di odio verso le donne che subiscono la violenza.

Due definizioni di femminicidio?

Cosa cambia rispetto alla prima definizione? Che allarghiamo la platea dei possibili imputati ben oltre alla vita familiare. In sostanza ogni atto di violenza, omicidio, abuso, ecc. perpetrato sulle donne fosse riconosciuto come atto d’odio nei confronti delle stesse a meno che fosse derivante da un’azione secondaria (vedi esempio del furto).

Questo poi da un punto di vista pratico\legale cambia molto poco. Perché non è che riconoscendo la voce femminicidio alle imputazioni poi sono applicate maggiori pene. Però cambia da un punto di vista culturale.

Uomini che odiano le donne, non è solo il titolo di un libro (e di un film)

Si prenda atto, tutti uomini e donne, che esiste al momento un sentimento di odio verso le donne al pari di un sentimento d’odio verso altre etnie. Gli uomini devo riconoscere che esiste il problema e modificare i modi di fare, espressioni verbali, allusioni, ecc. anche quando questi non presuppongono nessun atto di violenza. Le donne devono saper riconoscere quando alcuni comportamenti, frasi, allusioni sono da far ricadere nella loro oggettivazione. Alcuni mestieri andrebbero aboliti per legge. Qualcuno mi sa dire a che servono le ombrelline durante i Grand-Prix di formula 1? Perché non possono esistere anche i reggi-ombrelli-da-sole uomini? Tanto per fare un esempio. Insomma essere donna non deve essere una disgrazia

Allusioni per darsi illusioni

Tutte le allusioni sessuali che pongono la donna come oggetto nelle pubblicità andrebbero penalizzate o rese illegali. L’oggettivazione della donna nella pubblicità, percepita come strumento di seduzione, non fa altro che alimentare una visione della donna parziale e stereotipata che promuove le discriminazioni di genere, la violenza e i femminicidi. Vuoi denunciare una pubblicità sessista, discriminante, offensiva? Ecco il link dove inviare la tua segnalazione iap.it. Riuscite a pesnare una pubblicità in cui una persona di colore venga utilizzata come oggetto passivo? Immaginate una donna di colore che passa un nuovo detergente per il viso e diventa di pelle bianca. Ah ah fantastico prodotto! In pratica ti sta dicendo che la pelle nera è sbagliata e che quel prodotto di farà avere la pelle che vuoi. Nessuno oserebbe tanto! Si scatenerebbe il putiferio! Giustamente direi. Infatti una pubblicità del genere non esiste. Anzi mi correggo esiste! Dove, la nota marca di saponi ha dovuto scusarsi per la campagna 2017. Guardate la foto: la ragazza di colore si trasforma in ragazza bianca.

pubblicità razziale

Razzismo e sessismo due facce dello stesso pensiero

La verità è che sul tema razzismo siamo molto più sensibili che sul tema sessismo o disparità di genere. Dobbiamo coltivare, a suon di leggi e sanzioni economiche e denunce, quando le donne sono oggettivate. Non ci facciamo neanche più caso. I nostri figli crescono con questo tipo di pubblicità sotto gli occhi tutti i giorni e nessuno dice nulla: il detersivo per pulire casa è sempre in mano ad una donna, le gomme nuove per l’auto sono mostrate da donne in bikini, i wurstel sono messi in bocca ad una modella con la scritta a grandi caratteri “noi l’abbiamo più grosso”.

Ma dai! Probabilmente chi ha pensato (e approvato) questa campagna invece l’ha molto piccolo…il cervello.

Quali sono le frasi e gli atteggiamenti sessisti? Sai riconoscerli? (e controbatterli)

Cosa è sessista? Dire a una bambina, ad esempio, “Non te la prendere sono cose da maschi”; oppure impedirle di giocare ai videogames o ad altri giochi commercializzati per maschi, o imporle di “vestirsi da femmina”. La necessità di evidenziare una distinzione sessuale da applicare a giochi, abbigliamento, modi di comportarsi è un atteggiamento sessista che sia voluto o semplicemente frutto della cultura in cui si è cresciuti.

Volete altre frasi sessiste? Eccole:

  • Non puoi andare al lavoro con quella gonna corta, distrai i colleghi.
  • Perché ti vesti così sexy?
  • Perché ti vesti così da maschiaccio?
  • Perché non ti scopri un po’?
  • Dovresti coprirti un po’!
  • Dovresti essere contenta se ti guardano!
  • Per forza ti guardano, guarda come ti vesti!

Se volete aggiungerne altre potete scriverle nei commenti

Cosa possiamo fare?

Parole e pensieri:

  •  Se sei una donna puoi iniziare ad eliminare tutte le frasi sessiste del tuo vocabolario (eh sì anche le donne non sono immuni) e controbattere quando ne senti una, anche semplicemente segnalandola come frase sessista (magari la persona non se ne rende conto); sei un uomo fai caso alle volte in cui pensi ad un comportamento che discrimina in base al sesso (ad esempio tua figlia ha il coprifuoco e tuo figlio no) o alle frasi che inducono chi ti ascolta a ritenersi inferiore o superiore in base al genere (“sei proprio una bambolina” rivolto alla figlia di 8 anni ne farà una futura adolescente fissata con l’estetica e l’essere apprezzata per l’aspetto dolce e remissivo, da bambola appunto. Tu padre hai mai pensato che così un giorno tua figlia sarà la “bambola” – oggetto inanimato di belle fattezze- di qualcuno?).

Azioni e omissioni

  • Denunciare (le pubblicità, i commenti, le immagini, le azioni) quello che è sessista. Come riconoscerlo? Facile se urta la tua sensibilità di donna, o di uomo vicino a queste tematiche, è sessista. Più in particolare puoi chiederti se al posto della donna ci fosse un uomo cambierebbe il senso? Se il senso cambia è sessista (guarda la foto più sotto). Ogni volta che ometti di denunciare stai avallando quel comportamento. Non basta più non essere parte in causa occorre essere parte attiva per cambiare le cose.

Dichiararti vicino a queste problematiche

  • Uomo o donna questo è un problema di tutti. Evitiamo di far crescere altre generazioni di vittime e carnefici. Il cambio culturale comincia a casa nostra. Tuo figlio o tua figlia devono sapere come la pensi al riguardo e che la tua fiducia in loro non dipende dal genere. Che i lavori di casa non sono appannaggio delle donne (mariti e compagni fate la vostra parte). Che quello che si vede in tv è spesso discriminatorio (parlate con i vostri figli). Vale anche per i nipoti, gli amici ecc.

I commenti sono graditi, ma se vuoi raccontare la tua storia in privato…

puoi scrivermi qui.

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