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Civiltà: i portoghesi e gli attraversamenti pedonali

Strisce pedonali

Ho passato tre giorni a ringraziare meravigliata di tanta civiltà i conducenti che si fermavano per farmi attraversare la strada, rigorosamente sulle strisce pedonali come mio costume.

Sono semi distrutta. Eppure di convegni e fiere ne faccio ma non ho mai camminato tanto come al Web Summit. In ogni caso esperienza positiva. Ora mi accingo a scrivere le mie note sulle cose più interessanti del Web Summit. Ma prima…

La civiltà ed educazione stradale dei portoghesi

Ma prima di tutto devo scoprire come mai i portoghesi si fermano per lasciare passare i pedoni. Sto facendo ricerca in rete per scovare quali leggi, quali multe, quali operazioni di pubblicità progresso sono state organizzate negli anni per arrivare a questo risultato. Finora non ho trovato nulla che mi spieghi questo strano fenomeno (scusate ma oltre ad essere italiana sono del sud, da noi è un’opzione frequentemente utilizzata quella di fermarsi alle strisce pedonali).

Devo capire come, devo capire perché. Credo che il popolo portoghese abbia molto in comune con quello italiano da un punto di vista culturale quindi non ci sono nati così civili, ci sono diventati. Quando? come? Perché? E poi: perché noi no?

Ho cercato online la documentazione che potesse aiutarmi a capire il punto di svolta, dove le cose hanno cominciato a migliorare. E guarda che ti trovo come primi risultati in lingua portoghese: le campagne adv per educare i pedoni ad attraversare sulle strisce! Cioè l’esatto contrario. Non che non sia utile per carità, anzi se ricordo i miei spostamenti a Palermo, ad esempio, sarebbe utile anche da noi una simile campagna. A Palermo mi colpì proprio che ogni palermitano attraversava la strada, grande o piccola che fosse, alla CDC Come Decide il Cervello :-/ O ancora, se penso al Brasile e alle grandi città ad esempio Rio de Janeiro, mi stupì in modo incredibile vedere attraversare una super strada a 6 corsie, con tanto di guardrail doppio ad un paio di uomini e bambini. La guida del bus su cui ero ci spiegò che la vita per chi era nelle favelas era talmente poco valore che rischiarla per attraversare e risparmiare diversi chilometri di camminata non era cosa rilevante. Non so se fosse vero, sta di fatto che sono i governi a dover proteggere i propri cittadini, anche da loro stessi. E torniamo in Portogallo.

Come è stata diffusa la cultura della civiltà alla guida?

Ancora non ho la risposta ma sto interrogando il gruppo Facebook di Italiani a Lisbona e spero mi diano notizie utili. Se vi state chiedendo perché utilizzo il mio tempo e se non abbia di meglio da fare che scrivere della civiltà altrui e della inciviltà di casa nostra rispondo subito invece. Sì avrei di meglio da fare, ho visto e ascoltato persone ed aziende interessanti al Web Summit 2019. Ho molto di cui scrivere, ma è come se avessi il mal di denti: se prima non mi tolgo il dente non posso pensare ad altro. Provo invidia quando vedo un altro paese risolvere problemi semplici come quello di garantire la sicurezza alle persone che attraversano una strada (sulle strisce pedonali).

Si muore per tante ragioni

Si muore per tante ragioni fra queste non deve esserci l’inciviltà altrui. L’incidente mortale sulle strisce pedonali o in genere alla guida di auto, moto e biciclette, non dovrebbe esistere. Perché dipende da noi, da come stiamo alla guida, dal rispetto delle regole, dal fatto che chi amministra la città le faccia rispettare. Dipende dal considerare che la maggior parte di noi siamo sia pedoni che conducenti nell’arco della giornata e non si può essere Dr. Jekyll e Mr Hyde a seconda di come ci spostiamo da un posto all’altro. È nelle nostre possibilità cambiare le cose e non lo facciamo, per questo ho mal di denti!

Per questo ho in odio chi non indossa la cintura, parla al cellulare, non si ferma per far passare i pedoni sugli attraversamenti, non rispetta i semafori (in pratica ho pochissimi amici).

Ma qualcuno vigila?

Tranne poche eccezioni non vedo nessuno del personale preposto a vigilare e aiutare i cittadini nella comprensione delle regole, sì anche con multe salate se serve. Questo succede nella mia città, Catania, ma credo sia simile ad altre città italiane. Ecco spiegato perché mi sta a cuore questa faccenda: persone muoiono e persone vengono pagate dai contribuenti per fare poco o nulla.

Se l’educazione stradale hanno stabilito che debba passare anche per le punizioni, cioè le multe, oltre che per l’informazione, cioè le regole e la loro trasmissione, il fatto che chi deve vigilare non faccia il proprio dovere è co-causa del problema. Non è solo una piccola mancanza non svolgere il proprio lavoro ma una vera e propria responsabilità penale a mio avviso.

Oppure possiamo essere creativi

Oltre a disegnare attraversamenti pedonali che attirino l’attenzione dei guidatori, inducendoli a rallentare, si potrebbero creare dei brevi spot video da mostrare ai conducenti irrispettosi delle regole per suscitare una reazione. Invece di elevare una multa il vigile urbano potrebbe mostrare il filmato. oppure potrebbero girare immagini nei cartelloni pubblicitari in prossimità degli attraversamenti più pericolosi. Immagino che nessuno dopo aver visto un filmato in cui si mostri un bambino investito da un’auto o una persona soccorsa sulle strisce pedonali abbia più voglia di guidare in modo incivile. Troppo cruento? Sempre meno della realtà. Comunque ne esistono di meno spaventosi.

Video Pubblicità progresso

Questo è realizzato dal Governo Italiano nel giugno del 2019. Qui potete trovarne altri sempre in tema di sicurezza stradale.
Serve una barriera fisica per proteggere i pedoni? Questo video è stato realizzato in Quebec da Société de l’assurance automobile du Québec
Forse in Italia potrebbe funzionare questo messaggio: E se fosse vostra madre?

Tornando al Portogallo

Non ho ancora individuato i motivi per cui i portoghesi hanno questa forte propensione alla civiltà stradale. La conversazione col gruppo Italiani a Lisbona è stata molto interessante e confermo che la città è meravigliosa, piacevole e facile da girare. Oltre la civiltà stradale ci sarebbe da parlare della pulizia in stazioni della metro e in genere in tutti i luoghi visitati, ma non voglio infierire con chi ha il duro compito di rendere anche le nostre città in Italia, al pari di quelle europee, degne di essere vissute da cittadini e turisti.

Nei prossimi articoli parlerò della mia prima volta al Web Summit e di com ho vissuto le novità proposte dal convegno. Puoi seguire gli aggiornamenti sul blog, metterò in evidenza i nuovi post.

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